Il bit rate, a volte scritto bitrate, indica quanti dati un file utilizza per ogni secondo di suono o immagine. È il singolo valore che spiega meglio perché un file suona meglio di un altro e perché è più grande.
Dove si trova e da dove proviene
Ogni file audio ne ha uno: MP3, AAC, M4A, WAV, FLAC, OGG. E lo ha anche ogni file video, che di solito ha un bit rate separato per l'immagine e per l'audio. Il valore viene in genere fissato dal codificatore quando il file viene creato: in pratica significa il preset di esportazione nel tuo programma di montaggio, l'app di registrazione sul tuo telefono, la fotocamera o il servizio da cui è stato scaricato il file. Alcuni formati, come FLAC, non salvano alcun valore, quindi il programma che legge il file lo calcola. Non è qualcosa che una persona inserisce a mano.
I report mostrano spesso più di un bit rate: uno per ogni stream e uno per l’intero file. Il valore complessivo è la somma degli stream più il piccolo overhead richiesto dal contenitore stesso.
Unità e valori tipici
I dati si misurano in bit e il tempo in secondi, quindi l’unità è bit al secondo, scritta bit/s o bps. Ai numeri più grandi si aggiunge un prefisso: un kilobit al secondo (kbit/s o kbps) è mille bit, un megabit al secondo (Mbit/s) è un milione. Fai attenzione alla lettera b: in minuscolo indica i bit, in maiuscolo i byte, e ci sono otto bit in un byte. Uno stream da 1 Mbit/s sposta 125 kilobyte di dati ogni secondo.
128 kbit/se192 kbit/s- comuni file musicali MP3 e AAC1411 kbit/s- audio stereo non compresso alla risoluzione CD5000 kbit/s- valore tipico per lo stream video di un filmato in alta definizione
Un file può mantenere il proprio bit rate costante (constant bit rate) o lasciarlo salire e scendere in base alla complessità del contenuto (variable bit rate). Per un file con bit rate variabile il report di solito mostra un valore medio, e alcuni file variabili non indicano affatto un bit rate, il che è normale e non un errore.
Qualità, dimensione del file e riproduzione
Con un codec lossy come MP3 o AAC, il bit rate è il budget di dati a disposizione del codificatore. Più dati può utilizzare al secondo, meno ne deve scartare, quindi in linea di massima a un bit rate più alto corrisponde un risultato migliore. Un MP3 a 192 kbit/s suona decisamente meglio della stessa registrazione a 32 kbit/s. Lo stesso vale per l’immagine in un video: se il rateo è troppo basso, le scene dettagliate o in rapido movimento diventano a blocchi e sfocate. I miglioramenti si appiattiscono nelle fasce più alte e, per i formati lossless come FLAC o l’audio PCM semplice in un file WAV, il rateo riflette semplicemente il contenuto, quindi non è affatto un controllo di qualità.
Il bit rate determina anche la dimensione del file, quasi in modo aritmetico: rateo moltiplicato per la durata. Un audio a 192 kbit/s corrisponde a 1,44 megabyte al minuto, quindi un’ora è circa 86 megabyte, qualunque sia il contenuto. Questo è il compromesso da valutare quando un file deve rientrare in un limite di upload o essere riprodotto in streaming su una connessione lenta. Il campo non contiene alcuna informazione personale su di te.